Specialità

Psicologia – Psicoterapia 

Dott.ssa Silvia Bonanno

Esegue screening della memoria
Esegue screening della dislessia nell’adulto
Sostegno e supporto cognitivo

Dott.ssa Silvia BONANNO

Colloqui psicologici individuali per giovani adulti, adulti e terza età. Valutazione neuropsicologica in esiti cerebrali o per decadimento cognitivo. Percorsi di stimolazione e riabilitazione cognitiva.

Chi sono?

Sono Silvia Bonanno, psicologa iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia. Nel 2017 mi sono laureata in psicologia cognitiva all’Università degli Studi di Trento. Nel 2019 mi sono laureata con 110 e Lode all’università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia in psicologia degli interventi clinici nei contesti sociali, con una tesi di ricerca sul caregiver burden delle persone che frequentano gruppi di auto mutuo aiuto e che si prendono cura di un caro con patologie neurodegenerative. Poco dopo sono diventata coordinatore di un’associazione di auto mutuo aiuto di Brescia e ora faccio parte del consiglio direttivo. Nel 2020 ho svolto l’anno di tirocinio post laurea in due importanti ospedali di Brescia interamente nell’ambito della neuropsicologia. Nel 2021 ho frequentato due corsi di perfezionamento sulle sindromi psicosomatiche e sulla varianza e la disforia di genere. Nello stesso anno mi sono iscritta alla scuola di specializzazione in Psicoterapia Cognitivo Neuropsicologica (SLOP). Nel 2022 ho conseguito un Master in neuropsicologia clinica. Attualmente sono psicologa di reparto in un Nucleo Alzheimer e svolgo la libera professione al Centro Medico di Ponte Nossa come psicologa con target giovani adulti, adulti e anziani.

Quando rivolgersi alla Dott.ssa Bonanno?

Andare dallo psicologo significa mettere in discussione i propri modi di fare esperienza e cercare di comprendere perché non si rivelano sempre efficaci. Durante il percorso psicologico avviene una rifigurazione del disfunzionale racconto di sé trovando insieme delle nuove possibilità d’azione più efficaci ed identitarie. Sono diverse le situazioni di vita che rendono la quotidianità difficile: provare improvvisamente forte ansia in situazioni anche già conosciute, nutrire dubbi sul percorso di studi scelto, esperire un lutto o una grave perdita come la fine di una relazione affettiva o la perdita del lavoro che mettono in crisi la propria identità. 

In questi casi è importante riconoscere che il malessere impedisce di andare avanti nelle nostre attività quotidiane e che non “funzioniamo” più come prima. Esattamente come si chiede aiuto al medico per l’influenza, è altresì legittimo rivolgersi ad uno psicologo quando non riusciamo più, ad esempio, ad andare a lavorare con la stessa serenità.

Il percorso psicologico individuale permette di disporre di uno spazio privato e sicuro da dedicare a se stessi per affrontare le difficoltà vissute, per conoscersi meglio e per lavorare sulla propria crescita personale in tutti gli ambiti significativi della vita.

Che cos’è una valutazione neuropsicologica?

L’esame neuropsicologico è un colloquio clinico che prevede una raccolta anamnestica e la somministrazione di test per la valutazione delle funzioni cognitive. L’esame neuropsicologico ha molteplici finalità:

  • è uno strumento diagnostico che fornisce informazioni sulle abilità cognitive della persona, permettendo di individuare, ad esempio, un sospetto deterioramento cognitivo (dimenticanze dei nomi dei familiari o dei farmaci, difficoltà ad orientarsi su strade abituali, dimenticare un appuntamento preso…etc.);
  • è uno strumento diagnostico delle funzioni cognitive anche in seguito a danni cerebrali (ictus, trama cranico, meningite/encefalite, malattie neurodegenerative);
  • permette di organizzare funzionalmente l’assistenza alla persona nella vita quotidiana;
  • determina la necessità o meno di progettare un percorso riabilitativo per rafforzare le funzioni deficitarie.

Quando serve una visita neuropsicologica?

Si giunge in sede di valutazione, generalmente in due possibili modalità:

  • Su invio da parte del medico di base, dello specialista neurologo o geriatra che rileva la necessità di definire il quadro cognitivo del paziente a fini diagnostici;
  • Su accesso spontaneo del paziente per un disturbo cognitivo soggettivo (SCC) o su richiesta dei familiari che si sono accorti che qualcosa è cambiato ed il proprio caro non è più quello di prima (es. non ricorda gli appuntamenti, ci sono cambiamenti comportamentali, ecc.)

 

Perché dovrei fare stimolazione cognitiva? 

In seguito alla valutazione neuropsicologica se è stata fatta diagnosi di disturbo cognitivo soggettivo, disturbo neurocognitivo lieve o maggiore, è ottimale la strutturazione di un percorso di stimolazione cognitiva. La stimolazione cognitiva è un approccio riabilitativo per persone con decadimento di grado lieve e moderato. L’obiettivo è il mantenimento e il potenziamento delle funzioni cognitive residue oltre che il rallentamento del loro decadimento poiché la mancanza di attività che allenano i processi mentali può accelerare il declino cognitivo. 

Come funziona la stimolazione cognitiva?

In seguito ad una valutazione neuropsicologica completa, la stimolazione cognitiva viene pianificata, organizzata e personalizzata per ciascuno. Durante le sedute si eseguono degli esercizi ad hoc per stimolare le funzioni cognitive (memoria, attenzione, linguaggio, ecc.). La verifica dei progressi viene misurata con una nuova valutazione neuropsicologica al termine del percorso.

La stimolazione cognitiva è efficace? 

Sì, quando è correttamente rapportata alle abilità cognitive della persona, evidenziate attraverso la valutazione neuropsicologica.

Sì, quando è regolare e costante nel tempo.

Sì, quando non è troppo facile né troppo difficile, puntando ad un impegno crescente delle funzioni cognitive.

Sì, quando l’intervento promuove l’autonomia e il senso di autoefficacia della persona.

Sì, quando gli obiettivi sono condivisi dalla persona e dallo psicologo.

Ricorda: non esistono dubbi o domande sbagliate, lo psicologo è una persona con cui sentirsi sicuri e non giudicati. Ti aspetto!